Tu sai la differenza tra allergie alimentari, intolleranze alimentari e reazioni avverse al cibo IgG mediate?
Tranquillo non è una distinzione semplice, e in questo articolo proveremo a spiegartela nel modo più semplice possibile.
Le ALLERGIE coinvolgono direttamente il sistema immunitario, il quale, una volta riconosciuta una componente proteica alimentare come dannosa, produce anticorpi IgE, scatenando una reazione avversa immediata dopo l’assunzione dell’alimento. Tipicamente la reazione di manifesta con : sindrome orale allergica, orticaria e, nei casi più gravi, shock anafilattico.
La diagnosi di allergia necessita di esami specifici, quali; Prick test, RAST, Prick by Prick, Patch test, Prist e test di scatenamento.
Le INTOLLERANZE ALIMENTARI (nel senso stretto del termine) non coinvolgono direttamente il sistema immunitario. Hanno cause differenti tipo deficit enzimatici (esempio intolleranza al lattosio o del favismo). L’intolleranza al lattosio può essere diagnosticata mediante test specifici come il Breath test al lattosio. La diagnosi di favismo necessita di analisi spcifiche quali lo striscio periferico e il dosaggio glucosio-6-fosfato deidrogenasi (G6PD).
Le REAZIONI AVVERSE AL CIBO IgG MEDIATE evidenziano la perdita di tolleranza dell’organismo verso un alimento non tossico che, in situazioni di normalità, viene percepito come innocuo. Questa reazione comporta la produzione, da parte del sistema immunitario, di anticorpi Immunoglobuline di classe G (IgG) che vanno ad interagire con alcuni componenti proteine del cibo stesso.
Nelle reazioni avverse la risposta dell’organismo è più lenta rispetto all’allergia, infatti si manifesta in maniera graduale da 1 a 36 ore dopo l’assunzione dell’alimento e provoca una sintomatologia meno severa rispetto all’allergia.
E’ strettamente legata all’assunzione ripetuta e protratta nel tempo di uno specifico alimento e la sua origine è uno stato di disequilibrio a livello intestinale.
Ora che abbiamo più chiara la differenza, andiamo ad approfondire sintomi e cause delle REAZIONI AVVERSE AL CIBO.
I sintomi più comuni sono:
• gonfiore
• senso di pesantezza
• difficoltà nella digestione
• mal di testa
• eruzioni cutanee
• dermatiti
• ritenzione idrica
• stanchezza
• disturbi del sonno
• diarrea o stipsi
Ma quali possono essere le cause?
Perché capita anche se ci sembra di mangiare in modo corretto?
Le cause delle reazioni avverse al cibo vanno ricercate a livello dell’apparato digerente, che rappresenta una porta d’ingresso per una vasta gamma di antigeni. Uno dei principali motivi all’origine delle reazioni avverse agli alimenti può essere l’alterazione della flora batterica intestinale (disbiosi), generalmente causata da stress, errato stile alimentare e di vita, stati infiammatori cronici, frequente uso di farmaci, scarsa o eccessiva attività fisica, fumo di sigaretta. Sicuramente, lo stile alimentare è un fattore determinate nell’insorgenza di tali manifestazioni sintomatiche, l’assunzione frequente di cibi e additivi pro infiammatori, frequentemente presente nei cibi industriali, ma anche nel junk food, negli insaccati e latticini, provocano una sollecitazione costante del sistema immunitario e, quindi, la perdita di equilibro dei meccanismi di regolazione dell’organismo. Dunque, le sostanze potenzialmente “dannose” possono introdursi nella circolazione sanguigna e scatenare una reazione immunitaria di tipo infiammatorio.
Per recuperare l’equilibrio perso, il primo passo è IMPARARE A CONOSCERE COSA SI MANGIA, ponendo attenzione alle informazioni riportate sulle etichette alimentari e, allo stesso tempo, sospendere l’alimento verso il quale si è persa tolleranza (per un tempo limitato). In tal modo concediamo al nostro organismo un periodo di depurazione utile a riguadagnare la tolleranza, a ridurre eventuali processi infiammatori e a recuperare integrità e funzionalità dell’intestino.
Come posso capire se sono intollerante ad uno o più alimenti?
Da Botanica potrai effettuare il test delle tolleranze che si avvale di un metodo diagnostico analitico messo a punto per la rivelazione di immunoglobuline IgG circolanti verso la componente proteica di specifiche categorie alimentari come cereali, carni, legumi, ortaggi, pesci, molluschi, crostacei, latte e derivati, frutta, etc.
Perché è vantaggioso conoscere le proprie positività alimentari?
Qualora il test rilevi una perdita di tolleranza alimentare, è altamente probabile che la flora batterica non sia in equilibrio e che la mucosa intestinale sia infiammata. Riconoscere i cibi non tolleranti da la possibilità di avviare una dieta personalizzata che preveda un’iniziale e temporanea sospensione dell’alimento, cui segue una graduale e lenta reintroduzione. I vantaggi sono la regressione dei disturbi e dei processi infiammatori, il recupero della tolleranza alimentare, il benessere dell’apparato digerente e dell’organismo in toto. I migliori benefici si possono ottenere grazie anche all’aiuto i un integrazione mirata, volta a ripristinare il fisiologico equilibrio dell’organismo.
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